La vita radiofonica
"Senti, mi è venuta un'idea, io sto lavorando su un ragazzo che viene dai villaggi e che è una forza della natura, si chiama Fiorello. E' bravo ma è un po' grezzo, gli mancano i tempi radiofonici, vorrei che tu gli facessi da spalla in un programma comico da mandare in onda tutti i giorni per un'ora, dall'una alle due del pomeriggio".
Conobbi Fiore.
Rosario di nome e Fiorello di cognome, già faceva spettacolo, pensai, e infatti quando lo incontrai capii tutto.
Si presentò in radio a mezzogiorno, occhiali scuri, capelli lunghi sciolti sulle spalle, maglione bianco che sembrava uscito dalle cosce di un cane, tanto era spiegazzato.
"Ciao, sono Marco, tu sei Fiorello?" gli dissi.
Ma lui non rispose alla domanda ed esclamò: "Minchia, assomigli a Sylvester Stallone!".
Ci riprovai: "Claudio ti ha parlato del programma comico?" e lui: "Si, si, ma io l'ho già fatto altre volte, non so se funziona... e poi dovrei venire in radio presto la mattina... A che ora è il programma?"
"Non è di mattina, è all'una!"
"Appunto e le cose chi le prepara?" Era disarmante. Decisi di fare la parte di quello responsabile.
"Non ti preoccupare, se mi dici cosa ti piacerebbe fare me la sbrigo io... Tanto sono qua dalle sette del mattino"
Fiore rispose: "Dalle sette? E come cazzo fai? Io neppure se me l'annacano mi sveglio a quell'ora."
Mi spiegò quali personaggi voleva fare e iniziò a recitarli. Io cercai di trattenermi, ma spesso esplodevo a ridere... E più io ridevo, più lui si caricava. Capii che animale da palcoscenico fosse: col pubblico si trasformava, che fossero mille o uno solo per lui era la stessa cosa.
Io finivo la mia trasmissione alle 10, giusto il tempo di una pausa per un caffè al bar di sotto la radio e alle 10.30 scrivevo i testi della trasmissione che Claudio aveva battezzato "W Radio DeeJay.
Fiore arrivava verso le 12 / 12.30. Per almeno un quarto d'ora rompeva i maroni a tutti quelli che c'erano in radio. La sua vittima preferita era "Mila by Night", la voce sexy della notte che a quell'ora registrava la sua trasmissione. Fiore, col risolino innocente, si calava i pantaloni ed entrava con le frattaglie al vento nella stanza in cui stava Mila, facendola strillare e diventare rossa fino al midollo tra le risate di tutti.
Finito il rito, dava velocemente una scorsa ai testi e andava in onda...

tratto da "Marco Baldini, il giocatore (ogni scommessa è debito)", Baldini Castoldi Dalai 2005

 
 
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